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Fanny Bal


È stato durante gli studi in Chimica – che avrebbero potuto portarmi ad una carriera in ingegneria – che ho scoperto la passione per la profumeria. Dal “colpo di fulmine” alla irrevocabile decisione di diventare un naso il passo è stato breve. Da allora, nei panni di una giovane ed entusiasta professionista, non ho smesso per un momento di dimostrare la mia determinazione. Ho iniziato la mia formazione universitaria nella mia città natale, Lione. Dopo due anni di Chimica all’IUT, ho iniziato a cercare alternative più creative. Appena sono venuta a conoscenza dell’ISIPCA, ho capito che quello sarebbe stato il mio futuro e sono riuscita a farmi ammettere al famoso corso di profumeria. Durante i miei studi, ho rinforzato la mia preparazione con un percorso di apprendistato in IFF, dove ho lavorato all’analisi delle performance tecniche dei profumi. Dal laboratorio, i miei orizzonti sono diventati più chiari, e la vocazione di creatrice di fragranze non poteva che essere confermata.Quando ho conosciuto Riccardo e Alessandro, mi sono immediatamente sentita in grande sintonia con loro, perché condividiamo la stessa passione. Usiamo lo stesso linguaggio e talvolta non servono neanche parole per capirci a vicenda. È stato estremamente facile lavorare con loro, in poco tempo abbiamo condiviso una chiara direzione olfattiva per questa nuova scena, costruita attorno al vetiver, una materia prima che tutti e tre amiamo profondamente. Nella mia creazione, ho utilizzato quantitativi molto elevati di vetiver naturale, poiché Alessandro e Riccardo volevano fare un omaggio a questa bellissima materia. È stato un grande onore fare parte dell’esperienza MASQUE, adoro il concetto di un “opera profumata” divisa in Atti, ciascuno con una ispirazione differente.

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Cristiano Canali


Dopo la laurea in Farmacia all’università di Ferrara, ho deciso di realizzare il mio sogno, frequentando il prestigioso master all’ISIPCA di Versailles.

Questo mi ha permesso di fare il primo passo nel meraviglioso mondo dei profumi, e ho lavorato per alcuni anni in una delle più grandi case fragranziere al mondo, prima ad Amsterdam e poi a Parigi.

 

A Parigi ho avuto la possibilità di imparare il mestiere dai più grandi maestri, crescendo e maturando ogni giorno, e condividendo con colleghi e partner una passione senza limiti. È stato proprio nel mio periodo parigino che ho avuto l’onore di creare per Alessandro e Riccardo Romanza – una fragranza costruita attorno ad una materia prima incredibile, l’assoluta di narciso selvatico di LMR.

 

Penso che per un naso la sfida più importante sia quella di offrire all’umanità una vita più dolce e piacevole, grazie ai profumi. Per questo utilizzo le mie capacità spaziando a 360 gradi nella tavolozza olfattiva, creando una “bolla profumata” capace di dar ristoro e guarigione all’animo umano.

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Christian Carbonnel


Essendo letteralmente nato all’interno dell’industria fragranziera, ero predestinato a divenire Profumiere. Il business di famiglia nei profumi ha quasi un secolo: mio nonno fondò l’azienda nel 1925; mio padre ereditò l’attività di famiglia migliorandola ed espandendola dal 1975 ad oggi. Ovviamente io sono stato formato nel laboratorio di famiglia, con la supervisione del miglior maestro possibile (mio padre!) ma anche da un team di talentuosi Profumieri.

Spesso il mio lavoro mi porta in giro per il mondo: nei miei viaggi, non perdo occasione di annusare tutto quello che posso per cercare l’ispirazione per creare nuove fragranze. Data la mia vita dinamica, non di rado quando atterro in una nuova città ricevo dei kit di campioni sui progetti in cui sto lavorando. Io li valuto con attenzione e fornisco i feedback del caso in modo che possa ricevere le successive modifiche all’arrivo nella città successiva. Questi viaggi di lavoro sono fondamentali per incontrare i miei clienti, ma sono anche l’occasione perfetta per scoprire materie prime sempre nuove, uniche e di impareggiabile qualità.

La mia conoscenza per le materie prime naturali è stato il primo argomento che ho avuto modo di approfondire con Alessandro e Riccardo: credo che abbiamo avuto modi di instaurare subito un buon rapporto proprio per questa nostra passione comune. All’inizio del 2016 Alessandro, Riccardo ed io unimmo le forze per dar vita al progetto Mandala: un incontro tra incenso, mirra e spezie, che rappresenta un vero viaggio spirituale attraverso il senso dell’olfatto.

“o la va o la spacca…” io ho sempre saputo che un giorno sarei diventata un profumiere. Sin da bambina, ho nutrito una grande passione per il mondo dei profumi e sono sempre stata affascinata dagli odori più di ogni altra cosa – quasi essenziali per me, come l’aria che respiriamo. I mie studi includono una prima laurea in chimica ed una successiva all’ISIPCA, la famosa scuola di Versailles che mi permesso, tra l’altro, di approfondire il processo creativo grazie a numerose collaborazioni con importanti case fragranziere.

 

Sono ufficialmente un Profumiere dal 2016. Non ho mai cessato di credere nella mia vocazione e sono un’amante della profumeria libera e non convenzionale; credo che sia importante non aver paura di ricercare materie prime originali, oscure e misteriose, che nascondono un vero potere. Ho maturato una notevole esperienza nel mercato Asiatico e per me il mondo è come una tela e dipingere è una sorgente infinita di inspirazione. Le materie prime sono come i colori in una tavolozza che evocano sentimenti ed emozioni. Credo che in un simile contesto il vero obiettivo sia la bellezza, non la perfezione.

 

Creare Love Kills per MASQUE è stata una grande esperienza, lavorare con Alessandro e Riccardo è semplicemente “diverso”. La prima volta che ci siamo incontrati non avevo idea di cosa stessero cercando, e mi sono lanciata facendo loro annusare degli accordi attorno alla rosa, che è una delle materie prime che preferisco. Sono rimasta totalmente sorpresa e impressionata quando – pochi minuti dopo – ho scoperto che avevano il progetto di creare una rosa, e abbiamo quindi potuto iniziare a lavorare immediatamente al nostro progetto.


Ciononostante, la loro idea di rosa era molto distante dal mio modo abituale di lavorarla. In passato avevo creato rose bianche e trasparenti, “rugiadose” e fresche, ma l’idea di Alessandro e Riccardo era quella di una rosa densa e animalica, con un tocco vellutato, dove anche le spine erano parte essenziale della composizione. Abbiamo anche parlato dell’immagine di una rosa esiccata, e – in un certo senso – decadente. Questa è un’altra cosa che ho amato sin dal primo incontro: il modo in cui parlano delle materie prime, delle sensazioni tattili e sinestetiche, che ci hanno permesso di capirci a vicenda ed essere allineati su ogni minimo dettaglio della nostra creazione.


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Giuseppe Imprezzabile a.k.a. Meo Fusciuni


Il mio percorso è decisamente atipico per un profumiere. Mi definisco “aromatario”, uno “speziale”, un ricercatore della memoria olfattiva.

Sono Chimico, Laureato in Tecniche Erboristiche presso la Facoltà di Farmacia di Parma, ho trascorso la mia giovinezza tra piante ed erbe, in luoghi di silenzio, dove la natura esprime la sua massima essenza.

 


L'esperienza umana dell'antropologia e dell'etno-botanica, in Marocco e Turchia, hanno alimentato la mia passione per il mondo arabo. Da qui l'amore per l’aromaterapia, e l’ingresso quasi involontario nel mondo dei profumi.

La piramide poetica prima, seguita da quella olfattiva. È questo il mio credo: l'odore prima del profumo, la poesia prima della molecola.

 


Ho lavorato con Alessandro e Riccardo senza tempo, lasciando che le parole scritte da loro entrassero piano piano dentro me, per capire ogni traccia olfattiva, ogni indizio profumato. Sono salito sul palco di MASQUE, interpretando l'atto esistenziale dell'opera – ciò che ogni uomo porta con sé, per una intera vita – sforzandomi di trovare un significato nelle Luci e nelle Ombre, e nel loro significante olfattivo.

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Bruno Jovanovic


Ancora ragazzino in braghe corte, e già scavalcavo il recinto del vicino (come poi avrei fatto, nella vita, con qualsiasi ostacolo) per rubare i petali di rosa che mi servivano per creare le mie miscele odorose. Già alla ricerca di nuovi odori, ficcavo (letteralmente) il naso dappertutto, inclusi i piatti di mia madre che brasavano lentamente sul fuoco ancora prima che fossero pronti. E mentre la mia fantasia sensoriale sbocciava, ho anche immaginato di dare dei nuovi nomi ai miei parenti: mio padre diventò Camomilla, mia madre Violetta, e mia nonna Rosa.

Sono entrato in un mondo completamente nuovo il giorno che ho scoperto una moltitudine di profumi differenti nei grandi magazzini. Ero con un amico che acquistò una bottiglia di Fahrenheit, mentre io me ne tornai a casa con le tasche piene di campioncini. D’improvviso, ho scoperto un universo che non avrei mai immaginato esistesse, e al quale volevo appartenere. Ogni giorno, mentre tutti gli altri erano in mensa, tornavo ai grandi magazzini. Le commesse mi dicevano: “cosa vuoi provare oggi?” e me ne tornavo con tanti campioncini in tasca, e altrettante scoperte olfattive nella mia testa.

Più tardi, ho messo le mie mani sul Dizionario dei Profumi, la mia “Bibbia” che imparai a memoria in meno di un anno. Mi sono laureato in Fisica e Chimica con un obiettivo in mente: ISIPCA, nonostante i miei mentor abbiano cercato di dissuadermi. Il proselitismo ha funzionato: sono riuscito a portare al test di ingresso due miei amici. Ma sono stato io a piazzarmi secondo su 900!

Nella mia filosofia di vita, oggi è già domani. “il risveglio immediato di una fragranza è troppo effimero per interessarmi”. Sono un esteta, e approccio tutto dalla mia prospettiva intellettuale.

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Luca Maffei


Sono cresciuto tra i profumi: già da bambino, grazie a mio papà e a mio nonno, ho sviluppato una particolare sensibilità per il mondo delle essenze. Sono entrato per la prima volta in un laboratorio a 16 anni – ed è stato l’ingresso in un mondo magico. Sono stato letteralmente travolto dal fascino delle materie prime e dalla misteriosa alchimia con la quale si combinano, e ho deciso che avrei approfondito quel mondo unico e meraviglioso.


A differenza di altri colleghi, ho avuto la fortuna di poter intraprendere un percorso formativo individuale - come si faceva “una volta”, quando questo mestiere si tramandava da padre in figlio e i segreti gelosamente custoditi venivano trasmessi solo a pochi eletti. Il mio primo mentore è stata Françoise Marin, profumiera ed insegnante in una delle più prestigiose Scuole di Profumeria. Mi ha insegnato a memorizzare migliaia di materie prime con il metodo Jean Carles, a comporre accordi e fragranze, e a studiare in profondità la storia e l’evoluzione della profumeria. Da allora sono passati un po’ di anni e oggi - come allora - il mio desiderio è creare solo fragranze magnifiche, capaci di trasmettere la mia passione per questo universo e di regalare attimi di felicità a chi le indosserà.

“L’attesa dell’amore è essa stessa amore per la persona che si aspetta, la più preziosa per un innamorato. Volevo esprimere questo sentimento creando un nuovo iris”. Fin dalla lettura delle prime righe del brief pensai che “L’Attesa” non poteva essere meglio evocata che dalla preziosità dell’iris e avrei voluto che le sfaccettature di questa nobile materia prima si potessero sentire dalle note di testa fino a quando il sipario cala sulle ultime note di fondo. Uno dei momenti più belli del briefing creativo è stato l’incontro con Alessandro e soprattutto Riccardo che, con la sua esperienza da Sommelier, dopo avermi raccontato l’ambientazione di questa nuova “scena” del Terzo Atto, mi spiegò l’autentico profumo dello champagne attraverso una vera e propria degustazione. Tutti e tre fummo rapiti dal desiderio di ricreare per la prima volta il sentore dei lieviti, il quale con il suo contrasto amaro e allo stesso tempo intrigante sarebbe stato in grado di esaltare l’aspetto cipriato, fiorito e terroso dell’iris. Dopo tanti tentativi, sono riuscito a individuare una materia prima molto particolare, la Bierre CO2, che riproduce il vero sentore dei lieviti e che ho usato per ricreare un vero accordo Champagne. Ho scelto di utilizzare sia l’assoluta d’iris italiano, materia prima rara e preziosissima, con le sue sfumature acute e polverose esalta sin dall’apertura il sentore dei lieviti nell’accordo champagne che la concreta d’iris italiano e francese, con le sue note burrose, amplifica la ricchezza del cuore fiorito e arrotonda il fondo legnoso latteo, cuoiato morbido e muschiato animalizzato della fragranza.

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Julien Rasquinet


Penso che quando incontrai Alessandro e Riccardo per la prima volta ci fu subito un rispetto reciproco per l’approccio poetico che mettiamo nella creazione delle fragranze. Sono stato colpito dalla forza e dalla coerenza dell’universo olfattivo che hanno creato; così, dopo aver annusato le loro meravigliose creazioni precedenti, decisi di far parte della loro storia. Così come fanno i registi, loro mi scelsero tra altri profumieri come in un casting, in modo che io potessi interpretare al meglio la parte a me assegnata: Russian Tea.

La forza di Masque è che la fragranza è più di una composizione olfattiva, è una storia, un’esperienza viva. In questo contesto il ruolo dell’attore è ben eseguito solo se guidato da autentica convinzione e ispirazione.

 

Russian Tea è un viaggio un giorno passato in Russia con un Samovar fumante in casa come centro di convivialità e socializzazione. Il profumo di Tè nero è intenso e diffonde per le stanze. Immediatamente riporta la mente al viaggio che le foglie della pregiata pianta cinese affrontano attraverso la Siberia, assorbendo l’aroma fumoso dei falò notturni che scaldano la notte e le note legnose e cuoiate che seguono la carovana. La freschezza delle foglie di menta si fonde meravigliosamente con le note affumicate, e la punta di lampone e cannella addolciscono l’amaro del tè.

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Delphine Thierry


Mentre studiavo profumeria all’ISIPCA a Versailles, ho completato la mia conoscenza su materie prime e creazione di profumi con il maestro profumiere Jacques Polge in Chanel, la casa di profumi più prestigiosa.


Ottenuta la mia laurea con lode, sono entrata in IFF, dove ho lavorato come profumiere per 6 anni, tra New York, Parigi, e in Messico. Ho poi passato 6 anni alla Mane, per ritrovare il carattere intimo e artigianale del mio lavoro, tra artista e “artigiano”, e lavorare fianco a fianco con i miei clienti, in una relazione diretta, senza intermediari.


A fianco della mia vecchia casa di pietra - vicino a Grasse, nel sud della Francia, dove ho potuto assaporare momenti perfetti per la mia ispirazione – ho costruito il mio laboratorio, un piccolo eremo dedicato alla creatività.


Mi nutro di ogni emozione che mi lega al mondo materiale e gioco con i profumi come un poeta fa con le parole. Nella mia incessante ricerca di creazioni fuori dagli schemi convenzionali, mi sento finalmente un naso indipendente fortunato: il mio sogno è diventato realtà.

 

Quando ho incontrato Alessandro e Riccardo, sono stata immediatamente sedotta dalle loro individualità e dal loro progetto artistico, che era sulla stessa lunghezza d’onda del mio processo creativo: esprimermi in piena libertà, traendo ispirazione da momenti di riflessione intima, semplici ma molto profondi, per generare esperienze emotivamente forti. È stato un vero piacere potermi imbarcare in un tal viaggio creativo, senza compromessi in termini di originalità, ricercatezza e qualità.


Nel creare Terralba, ho ricordato le mie vacanze in Corsica, quando – rientrando da una camminata nelle vicine montagne rocciose – ho potuto vedere uno scorcio di mare, blu intenso, lontano lontano. Improvvisamente mi sono sentita riempita di una dolce serenità, come se mi stessi librando nell’aria. Quell’aria era carica di arbusti, erbe e resine, tutti odori tipici della macchia mediterranea, come mirto, ginepro, lentisco. Ma quella brezza portava anche l’odore salato del mare, di sabbia e alghe. La sensazione di leggerezza è ciò che ho voluto esprimere in Terralba, una fragranza da approcciare a cuor leggero, ma nella quale ho comunque deciso di utilizzare una materia prima difficile, ma affascinante al tempo stesso: l’assoluta di foglie di curry, per la sua nota erbacea amara e resinosa.


L’ascolto del brief di Montecristo mi ha rapita per alcuni momenti di pura ispirazione. Più che le note di cuoio e rum, l’odore del mazzo di carte usato, delle foglie di tabacco e del camino, che ho ricreato assieme per ricreare l’atmosfera del brief, e probabilmente perché amo così tanto le vecchie case con i muri di pietra, ho posto estrema cura nel fare emergere l’anima del vecchio casale, intimo rifugio, nel profumo, con note minerali di mura ammuffite, e note animali come la goldenstone*, una delle mie materie prime preferite.

 

* Golden Stone è il nome di una materia prima naturale estratta dal suolo del deserto africano. I piccoli frammenti di pietra scura provengono da una simbiosi tra l’ambiente roccioso ed escrementi di un piccolo mammifero, chiamato Hirax. Per questo motivo, la biomassa della Golden Stone è in parte minerale e in parte organica. Una nota animalica totalmente naturale, ottenuta senza nessun tipo di maltrattamento ad animali (mentre materie come civetta e castoreum sono state sostituite da delle equivalenti molecole di sintesi e oggi praticamente in disuso nella profumeria, poiché la loro produzione implicherebbe crudeltà sugli animali).

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Cécile Zarokian


Mi sono diplomata all’ISIPCA, e ho completato la mia formazione sul campo in Robertet, prima a Grasse e poi a Parigi. Ero ancora apprendista quando ho creato la prima fragranza. Ho preso la decisione di percorrere la strada del profumiere indipendente nel 2011, fondando la mia azienda e aprendo un laboratorio a Parigi, dove posso dedicarmi a progetti che mi interessano veramente.

È proprio questo spirito libero che ho creato più di venti profumi per diversi marchi di profumeria artistica. Nel 2013 ho sviluppato, assieme ad un illustratore, un progetto sperimentale, che ha portato ad una installazione esposta a Parigi e a Londra: 6 quadri e di 6 profumi. 6 coppie di opere d’arte, correlate in perfetta armonia. Un universo che dà vita all’altro, e viceversa: colpi di pennello guidati dalla narrazione olfattiva, il naso guidato dal bozzetto.

Ho davvero apprezzato la visione di Riccardo e Alessandro: considerano il profumiere come un artista, che rappresenta la scena di un’opera attraverso una fragranza con un’anima. L’ispirazione, data dall’atmosfera e nella “mise-en-scene” passionale di Tango, è stata immediata, e mi ha portato a creare un profumo caldo e sensuale.

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